La colazione, ma meglio.
Erri De Luca diceva che per riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco. Qui la caffettiera non ce l’abbiamo ma una macchina per l’espresso che fa il suo dovere in modo quasi commovente, sì. E se vogliamo continuare con i cliché (che spesso sono solo verità finite male), allora sì: la colazione è il pasto più importante della giornata. Presentatevi affamati!

La scenografia.
Questa cucina, che poi è molto più di una cucina, è quasi un esperimento sociale mascherato da spazio domestico, occupa tutto il piano di mezzo, scelta tutt’altro che funzionale. Non l’ho fatta lì per comodità, ma per un motivo che ha più a che fare con la pancia che con la logica: volevo che la gente ci stesse, davvero. Che ci si fermasse. Volevo un tavolo grande e vecchio, dove fosse perfettamente accettabile parlare poco, parlare male o non parlare affatto, ma anche — se capita — rimettere in discussione l’intero piano di azione della giornata di vacanza. E poi c'è l'isola. Centrale. Non solo per cucinare, ma perché poteste vedermi mentre lo faccio, non tanto per igiene, anche se sì, anche per quello, ma perché mi piace che ci si possa guardare in faccia mentre si fanno le cose.
La colazione vegetariana
Sì, hai letto bene, vegetariana. Quindi niente salame, speck, coppa, cacciatorini o qualsiasi altro derivato della gioiosa macellazione artigianale. Mi dispiace. Davvero. Ma prima che alzi gli occhi al cielo o inizi mentalmente a scrivere una recensione passivo-aggressiva su TripAdvisor, lasciami dire una cosa: l’obiettivo qui è farti sentire come un bambino davanti allo stand delle caramelle alle giostre, con la bocca già appiccicosa solo per l’odore dello zucchero. Il muesli è fatto in casa — non quella roba industriale che sa di cartone bagnato, ma vero muesli, con cereali tostati a mano e frutta secca scelta. Torte: preparate all’alba con mani reali, mani mie, mani magari stanche ma sincere. Marmellate, alcune così buone che non capisci se stai mangiando o vivendo un ricordo d’infanzia. E poi i formaggi. A km1. Letteralmente. Le mucche non le vedi ma stanno qui sopra alla collina, ai Lumini. Le uova arrivano da galline che razzolano libere e ancora ricordano — non per sentito dire, ma sanno — cosa sia un filo d’erba, il vento, la pioggia sulla terra. La colazione va dalle otto alle undici, ma non stressarti. Se ti svegli tardi perché hai avuto una notte movimentata, nessuno ti guarderà male. Ti aspetteremo lo stesso, col caffè ancora caldo e una fetta di torta tenuta da parte, perché sì, ci importa.
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